Spoleto

Spoleto

La città si è sviluppata sul colle sant’Elia, un basso promontorio collinare alle falde del Monteluco, e più in basso fino alle rive del torrente Tessino; ad est è contornata dai monti che delimitano la Valnerina. Spoleto è un antichissimo centro, abitato fin dalla preistoria. Le prime testimonianze indicano insediamenti a Spoleto almeno a parire dal VII secolo a. C.. Lo attestano antiche tombe risalenti all'età del ferro. Le mura poligonali del V – VI secolo a. C., dette mura ciclopiche, costituite da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale, dimostrano che si trattava di una città ben fortificata, in posizione dominante sulla valle Umbra. Diventata colonia romana nel 241 a.C., Spoleto (Spoletium) si fece ben presto fiorente e ricca di monumenti.

Spoleto si mantenne sempre fedele a Roma, in modo particolare durante le guerre puniche, respingendo Annibale dopo la sua vittoria al lago Trasimeno (217 a. C.) e nel periodo critico successivo il conflitto. Agli inizi del V secolo si sa che risiedeva a Spoleto il senatore romano Giulio Naucelio. Fu abbellita da Teodorico, che fra il 507 e il 511 pose mano al restauro della città e alla bonifica della valle in larga parte impaludata. Dopo aver invaso l'Italia, i Longobardi scelsero Spoleto come capitale di uno dei più grandi Ducati, proiettando l'influenza politica della città su un vasto territorio dell'Italia centro – meridionale. Caduti i Longobardi, Spoleto fu contesa per molto tempo dai Franchi e dallo Stato della Chiesa nell'orbita del quale entrò nel 1240.

Nel 1155 Spoleto, "munitissima città, difesa da cento torri" fu, secondo la tradizione, distrutta da Federico Barbarossa e, se le varie dominazioni subite portarono morte e distruzione da un lato, dall'altro hanno arricchito Spoleto di monumenti insigni.

Contesa poi tra l'Impero e la Chiesa, fu a questa aggregata da Innocenzo III nel 1198. Funestata da conflitti tra Guelfi e Ghibellini, fu riappacificata dal cardinale Albornoz (egli, nel 1359, diede inizio ai lavori di costruzione della Rocca come sede dei governatori della città); fu assicurata alla Chiesa e fatta centro importante dello Stato Pontificio, che le mandò autorevoli governatori, tra cui Lucrezia Borgia (1499).

Dal Rinascimento in poi, Spoleto si trasformò progressivamente da centro prevalentemente strategico a centro culturale, con la fondazione dell'Accademia degli Ottusi (oggi Accademia Spoletina). Seguirono periodi di splendore e di decadenza, rimanendo però sempre sede di una certa importanza nell'ambito dello Stato Pontificio: ne è testimonianza il fatto che in epoche diverse due celebri papi, Urbano VIII e Pio IX, erano stati in precedenza arcivescovi di Spoleto. Nel 1860, le truppe del generale piemontese Brignone entrarono a Spoleto, sottraendo la città allo Stato Pontificio. Successivamente, con il plebiscito del 1860, che coinvolse Marche e Umbria, Spoleto fu annessa al Regno d’Italia.

Musei e monumenti principali

Duomo

Il Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta. La precedente cattedrale spoletina, come tutta la città, fu distrutta dal Barbarossa nel 1155. Il Duomo attuale – dedicato all'Assunta – fu costruito verso la fine del XII secolo, in stile romanico-lombardo e consacrato da papa Innocenzo III nel 1198.
Sorge sulle rovine dell’antica chiesa dedicata a S. Elia. L’edificio ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti e restauri: a cavallo fra Quattro e Cinquecento, fu aggiunto un portico in stile rinascimentale; nel Seicento, il Bernini realizzò un’ammodernamento dell’interno, cancellando purtroppo molto della parte antica. L'interno, semplice ma essenziale, è di stampo tardo-rinascimentale. Ricostruito nel Seicento e rinnovato nel Settecento, è a croce latina, con tre navate e grande abside.
Il Duomo conserva importanti opere d'arte, fra cui gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella del Sacro Cuore; il busto bronzeo del Bernini; la Cappella della SS. Icone, con una tavola bizantina della Madonna che si dice dipinta da San Luca, donata dal Barbarossa; la Cappella Eroli, che risale alla fine del Quattrocento e contiene affreschi del Pinturicchio, di Jacopo Siciliano, nonché bassorilievi con la Natività e la giovinezza di Gesù, ed un fonte battesimale quattrocentesco.

san salvatore

La chiesa di San Salvatore (IV-V secolo, con rifacimenti longobardi dell'VIII secolo). nonostante le manomissioni e modifiche subite nei secoli, una delle più importanti e rare testimonianze di architettura paleocristiana. La facciata presenta tre portali d’ingresso, con altrettante finestre stupendamente decorate. Queste decorazioni hanno creato uno stile e furono imitate in molti altri edifici dello spoletino: ad esempio, nel Tempietto del Clitunno.
L’interno, a pianta basilicale, è a tre navate, divise da colonne corinzie con trabeazione dorica, forse appartenenti ad un preesistente tempio romano. Il presbiterio, inquadrato da un arco trionfale e delimitato da colonne corinzie, è sovrastato da una cupola ad otto spicchi che poggia su quattro alte colonne angolari. L’absidiola della navata destra è impreziosita da affreschi del Quattrocento, probabilmente di un allievo di Benozzo Gozzoli, da una croce monogrammata e gemmata del IX secolo e da una cinquecentesca Crocifissione di scuola dello Spagna.

La chiesa di Santa Eufemia (XII secolo), aperta sul cortile del Vescovado in via A. Saffi è uno degli esempi più interessanti di stile romanico spoletino con chiare influenze lombardo-venete (matroneo).

san pietro

La chiesa di san Pietro, di chiara impronta romanica, per lungo tempo una delle chiese più importanti della città e luogo di sepoltura di molti vescovi, sorge oltre l'incrocio con la S.S. n. 3 Flaminia, all'inizio della strada che conduce al Monteluco, su di un poggio al quale si sale anche per un'ampia scalinata seicentesca.

La chiesa di Sant'Ansano, del primo Medioevo, costruita sul sito del Tempio Romano dedicato a Giove, riconoscibile ancora nella cripta.  All'incrocio tra le vie Brignone, Arco di Druso e Monterone, è un notevole complesso architettonico costituito da edifici di epoche diverse praticamente sovrapposti. Un Tempio Romano, I secolo d. C., che era formato da una cella ed un pronao, di cui restano visibili, all'esterno della chiesa, sulla via Arco di Druso, lo stilobate e la sommità di una colonna.

Le chiese romaniche di San Gregorio Maggiore, San Domenico, San Ponziano, San Giuliano.

Il Complesso Monumentale di San Nicolò. Un salto nella storia del Chiostro San Nicolò di Spoleto: Edificata nel XIV secolo l'ex Chiesa di San Nicolò ed il monastero sono considerati uno tra i più importanti complessi storici della cittadina.
L'antica chiesa vanta all'esterno un bel portale impreziosito da una lunetta mentre all'interno a navata unica conserva pregievoli opere databili al secolo XVI.
L'ex convento si affianca al bellissimo chiostro di San Nicolò, struttura trecentesca realizzata con colonne guarnite da eleganti capitelli.

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione.

La chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo: in questa piccola chiesa si trova il più antico affresco esistente al mondo che raffiguri l'uccisione di Thomas Becket.

Casa Romana

La casa romana: In via di Visiale, alla sinistra della scalinata del Palazzo comunale. L'edificio del I secolo d.C., già restaurato nel II secolo, fu riportato alla luce nel 1885 a seguito di scavi al di sotto del Municipio. Della "casa", che da un'iscrizione si può dedurre di proprietà di Vespasia Polla madre di Vespasiano, rimangono l'atrio con pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, il pluvio circondato da un mosaico ad onda interrotto da un pozzo, i pavimenti a mosaico di quattro stanze ai lati dell'atrio e il grande ambiente di fondo destinato alle riunioni familiari sul cui lato destro, un poco sopraelevato, è il triclinio mentre su quello sinistro sorge il peristilio.

Rocca

Rocca Albornoziana
La costruzione dell'edificio trae origine dalla missione di pacificare e rafforzare le terre della Chiesa, affidata nel 1353 dal papa Innocenzo VI al cardinale Albornoz.
Gli spoletini accolsero il progetto con grande soddisfazione dal momento che il proposito del cardinale di dare nuova unità al territorio della Chiesa ben rispondeva all'aspirazione della città di sottrarsi dal predominio ormai decennale che la vicina Perugia esercitava.
Per alcuni secoli, e fino all'inizio del Cinquecento, l'edificio fu teatro degli avvenimenti più rilevanti della città, ospitando i maggiori personaggi del tempo. Gomez Albornoz, nipote del cardinale, è il primo castellano della Rocca, ormai ultimata; nel 1392 vi soggiorna Bonifacio IX.
Fra i governatori assume un rilievo particolare Lucrezia Borgia, mandata qui diciannovenne dal padre, papa Alessandro VI, per allontanarla dal marito Alfonso d'Aragona.

Santuario Madonna di Loreto

Santuario di San Francesco (in località Monteluco). Nei pressi di Spoleto, Francesco individuò un altro luogo dove ritrovarsi nella tranquillità della preghiera. Nel 1218 infatti ottenne dai monaci eremiti del Monteluco la cappella di Santa Caterina, dove oggi sorge il Santuario Francescano sulla vetta dell'omonimo monte, circondato e quasi nascosto da una folta boscaglia di antichi lecci.
La fitta vegetazione del "bosco sacro" ricopre il Monteluco (800 m slm), la collina che il meraviglioso "Ponte delle Torri" unisce alla città di Spoleto. 
Assolutamente da vedere la chiesa, dedicata a san Francesco e a santa Caterina, che conserva ancora le minuscole cellette e la pietra utilizzata dal santo come giaciglio; le grotte dove hanno soggiornato alcuni santi e il panorama della magnifica valle spoletina. Il Santuario è aperto tutto l'anno.

 

Teatri

Teatro Caio Melisso
Di origine seicentesca (una delle strutture teatrali più antiche d'Italia), abbandonato dopo l'inaugurazione del Nuovo e successivamente riabilitato.

Teatro Nuovo

Teatro Nuovo
Fu voluto dalla borghesia cittadina desiderosa di avere un Teatro, più grande e più ricco dell’ormai cadente Teatro dei Nobili (più tardi divenuto Caio Melisso). Il Teatro fu inaugurato il 3 agosto del 1864; per quell’occasione fu scritta l’opera Guisemberga da Spoleto su libretto di Carlo d’Omerville, dal compositore romano Filippo Sangiorgi. Notevoli abbellimenti sono stati apportati alla sala nel 1933.

Teatro Romano

Teatro Romano
Costruito nel I secolo d.C. su una piattaforma artificiale, danneggiato e già ripristinato in età romana, venne nel tempo inglobato negli edifici circostanti. Riportato alla luce alla fine del secolo scorso, fu restaurato ad iniziare dal 1954 e attualmente viene utilizzato per spettacoli all'aperto, soprattutto durante il Festival dei Due Mondi. 

Anfiteatro Romano
Costruito nel II secolo d.C., trasformato in fortezza da Totila nel 545, utilizzato in epoca medioevale per botteghe e magazzini, fu occupato nel XII secolo, nella cavea e nell'arena, dalla chiesa di San Gregorio minore ed in seguito anche da un monastero; nel XIV secolo servì da vera e propria cava di pietra per la costruzione della Rocca.

 

Musei

Pinacoteca Comunale

Museo Diocesano

Museo Archeologico Nazionale

Laboratorio di Scienze della Terra

Galleria Civica d'Arte Moderna

 

Eventi